PROTESI: LA TECNICA

La sostituzione completa di una articolazione è considerato un recente successo della chirurgia ortopedica ed è un argomento molto attuale, ma in realtà i primi interventi chirurgici di artroprotesi risalgono al 1890 ed utilizzavano impianti in ferro, acciaio o avorio e venivano inseriti nell’osso e stabilizzati con sostanze collanti derivate dalla pietra pomice e dal gesso. E’ solamente nella metà del ventesimo secolo che sono state sviluppate e realizzate le tecniche chirurgiche e gli impianti protesici più all’avanguardia. Nel 1958 Sir John Charnley ideò una protesi d’anca composta da uno stelo femorale metallico ed una componente acetabolare in polietilene (teflon), fissate all’osso con un cemento: il polimetimetacrilato, questo fu l’inizio dello sviluppo moderno della chirurgia protesica che ancora oggi si basa sui concetti elaborati da Sir Charnley. Dopo i successi ottenuti nella sostituzione protesica dell’articolazione dell’anca sono stati condotti ulteriori studi per la sostituzione di altre grandi articolazioni, intorno al 1970 sono state presentate le protesi di ginocchio semivincolate e a “scivolamento”, successivamente le protesi di spalla, gomito e caviglia, ecc.

Artrosi
La patologia che più frequentemente richiede la sostituzione protesica di una articolazione è
l’artrosi, essa può essere primitiva o secondaria a malformazioni congenite o a deformità acquisite, in particolare come esiti a distanza di fratture articolari; in genere i pazienti che chiedono di essere sottoposti ad un intervento di artroprotesi presentano difficoltà e dolore nei movimenti di una articolazione con disturbi nel svolgere le normali attività della vita quotidiana e/o lavorativa e/o di relazione.
Spesso fanno ricorso ad ausili ortopedici come stampelle o bastoni nel caso di artrosi dell’anca o del ginocchio. I miglioramenti nei materiali, nella progettazione e nei sistemi di fissazione hanno reso possibili gli attuali successi nella chirurgia protesica.

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